Il Parlamento europeo chiede che la Commissione europea concluda senza ulteriori ritardi i procedimenti in corso relativi al mancato rispetto delle norme nell’ambito del regolamento sui mercati digitali e ne migliori l’applicazione.
La commissione per il mercato interno e la protezione dei consumatori (IMCO) ha adottato ieri un progetto di risoluzione in cui ha valutato l’applicazione da parte della Commissione europea del regolamento sui mercati digitali (DMA) del 2022 e il suo impatto sul settore tecnologico. Si avvicina infatti la revisione delle norme.
Gli eurodeputati hanno sottolineato che la revisione dovrebbe concentrarsi sul rafforzamento dell’efficacia delle regole e della loro applicabilità. Allo stesso tempo, a loro avviso non ha senso modificare gli obiettivi fondamentali, l’ambito e la struttura del DMA. A favore del progetto hanno votato 33 eurodeputati, 2 sono stati contrari e 11 si sono astenuti. Alla risoluzione è allegata un’interrogazione orale. Entrambi i documenti saranno sottoposti a votazione durante la sessione plenaria dal 27 al 30 aprile.
Nel progetto di risoluzione i membri della commissione hanno invitato la Commissione europea ad affrontare le nuove sfide derivanti dall’intelligenza artificiale generativa e dalle infrastrutture cloud. L’obiettivo è impedire che queste tecnologie vengano utilizzate dai cosiddetti gatekeeper per creare nuove forme di “dipendenza” del mercato.
L’Unione deve resistere alla pressione politica
Secondo gli eurodeputati, la Commissione europea deve resistere alle pressioni politiche provenienti da fuori dell’Unione volte a indebolire il DMA. Il Parlamento europeo sottolinea che le norme devono essere applicate in modo uniforme a tutti i gatekeeper, indipendentemente dalla loro sede o nazionalità.
La commissione parlamentare ha inoltre invitato la Commissione europea a utilizzare tutti gli strumenti disponibili nell’ambito del DMA, inclusi i controlli, le misure provvisorie e le sanzioni pecuniarie periodiche, al fine di evitare che le imprese aggirino le norme.
Gli eurodeputati hanno inoltre evidenziato che i procedimenti per violazione devono essere condotti senza inutili ritardi e che la Commissione europea dovrebbe informare il Parlamento europeo sui progressi.
Alla luce della crescente importanza strategica dei servizi di cloud computing e del loro ruolo negli ecosistemi digitali e dell’IA, gli eurodeputati hanno invitato la Commissione europea a valutare se possano essere qualificati come gatekeeper.
Hanno anche osservato che i motori di ricerca e gli strumenti di assistenza basati sull’IA, sviluppati dai principali gatekeeper, stanno diventando sempre più i principali punti di accesso a informazioni, commercio e servizi digitali; per questo la Commissione dovrebbe verificare se operano in modo equo e nel rispetto delle regole di concorrenza.
Problemi concreti
Nel progetto di risoluzione gli eurodeputati hanno elencato alcune preoccupazioni relative a specifici gatekeeper. Hanno indicato, ad esempio, la promozione più marcata dei propri servizi da parte di Google, che limita la scelta dei consumatori.
Gli eurodeputati si sono inoltre detti preoccupati per i cosiddetti schermi di consenso su TikTok, che a loro avviso utilizzano tecniche comportamentali per spingere gli utenti a concedere il consenso. Altri problemi riguardano le modifiche alle impostazioni predefinite e l’accesso ai servizi concorrenti nel caso di Microsoft, nonché il continuo utilizzo di clausole di parità vietate da parte di Booking.com.
La commissione parlamentare ha inoltre chiesto un “significativo rafforzamento” delle risorse umane e finanziarie destinate all’applicazione del DMA, affinché siano adeguate alla complessità del mercato digitale.
Nel mirino della Commissione europea
La Commissione europea ha riconosciuto come gatekeeper, ai sensi del DMA, sette aziende: Alphabet, Amazon, Apple, ByteDance, Meta, Microsoft e Booking.com. Tale classificazione obbliga queste imprese a rispettare specifici obblighi relativi ai loro servizi di piattaforma fondamentali.
Nel novembre dello scorso anno la Commissione europea ha avviato procedimenti nei confronti di Amazon Web Services e Microsoft Azure per stabilire se debbano essere considerati gatekeeper nel settore dei servizi cloud.
Ancora prima, nell’aprile 2025, la Commissione ha adottato le prime decisioni per violazione delle norme e ha imposto sanzioni a Meta in relazione al suo modello pubblicitario “paga o acconsenti” e ad Apple per la violazione degli obblighi anti-steering.
Secondo il regolamento sui mercati digitali, gli sviluppatori di applicazioni che distribuiscono le loro app tramite l’App Store di Apple dovrebbero poter informare gratuitamente i clienti di offerte alternative al di fuori dell’App Store, indirizzarli verso tali offerte e consentire loro di effettuare acquisti. La Commissione ha constatato che Apple non rispetta questo obbligo.
Tradotto da Cesare Ceccato. Leggi qui l’articolo originale.
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